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Cala Coticcio: la “Tahiti sarda” nel cuore del Parco Nazionale de La Maddalena

E’ una delle calette più affascinanti e iconiche della Sardegna. Per la sua straordinaria bellezza naturale — con acque turchesi cristalline, sabbia finissima e scogli granitici rosati — viene spesso soprannominata la “Tahiti” della Sardegna.

Cala Coticcio è una piccola baia incastonata tra scogli granitici rosa e macchia mediterranea lussureggiante. Le sue acque trasparenti e poco profonde ricordano una piscina naturale, perfetta per nuotare o fare snorkeling e ammirare la ricca vita marina. La sabbia, bianca e sottile, crea un contrasto suggestivo con le tonalità del mare e delle rocce circostanti. La spiaggia si fonde con il contesto incontaminato che la circonda: quello dell’isola di Caprera.

Come raggiungerla

E’ Situata sulla costa nord-orientale dell’isola di Caprera, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e l’accesso non è diretto come molte spiagge turistiche. Tuttavia, è raggiungibile via terra e via mare:

  • Via terra: si percorre un sentiero parzialmente sterrato e di media difficoltà, attraverso rocce e panorami mozzafiato. Il percorso richiede scarpe da trekking e una buona dose di acqua e preparazione fisica.
  • Via mare: è possibile raggiungere la cala con escursioni in barca o imbarcazioni private, approdando direttamente nelle acque davanti alla spiaggia.

⚠️ Regolamentazione ambiente: Cala Coticcio si trova in una zona di tutela integrale del Parco Nazionale, per questo l’accesso via terra è regolamentato e spesso richiede l’accompagnamento di una guida ambientale autorizzata o la prenotazione anticipata nei periodi di maggiore afflusso.

Consigli pratici

  • Si consiglia di portare acqua e snack, in quanto non ci sono servizi o punti ristoro nelle vicinanze.
  • Arrivare presto al mattino è consigliabile per godere della spiaggia con più tranquillità, soprattutto in alta stagione.
  • Rispettare l’ambiente: essendo una zona protetta, è bene non raccogliere conchiglie né danneggiare la flora locale.

Fonte e foto: SardegnaTurismo